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| TECNICA | |||||||||||||||||||||||||||||||
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Nel caso si utilizzino i sistemi di recupero a caduta (featherweight) o a separazione (espulsione dell'ogiva) non ci sono particolari calcoli da eseguire. Il sistema a caduta richiede solo che il modello abbia una stabilità che venga meno all'espulsione del motore, il sistema a separazione richiede solo che la shock cord (cavo di tenuta o fune di vincolo) sia di una lunghezza che gli permetta di non strapparsi. Una shock cord di lunghezza pari a due o tre volte quella dell'intero modello garantisce i migliori risultati. I due sistemi di recupero sui quali sono necessari ragionamenti più approfonditi sono il nastro (streamer) e il paracadute:
Richiede poche regole, conta più l'esperienza fatta con materiali e dimensioni diverse. Una regola ampiamente confermata dai fatti prevede che il nastro debba avere un rapporto tra lunghezza e larghezza di 10:1. Per esempio un nastro largo tre centimetri dovrà essere lungo trenta centimetri. Aumentando questo rapporto non si ottengono dei miglioramenti significativi mentre si aumenta l'ingombro e il peso. Un'altra regola pratica suggerisce di utilizzare 10 cm2 di nastro per ogni grammo di peso del modello, fermo restando il rapporto di cui sopra.
Questo è un valore minimo, ma nelle gare internazionali si vedono nastri da 10x100 cm montati su modelli che pesano tre grammi! Per ottenere performance migliori i nastri vengono di solito pieghettati a fisarmonica per metà della loro lunghezza, fissandoli al modello dalla parte liscia. Il nastro è realizzato ritagliando una semplice striscia rettangolare da un materiale adatto. Il materiale può essere:
Si possono usare anche altri materiali tipo stoffa o plastica morbida, ma sono generalmente troppo morbidi e tendono a flappeggiare molto meno.
A questo foglio vengono legate od incollate delle cordicelle (shroud lines, o funicelle) in filo di cotone o nylon intrecciato che raggruppate ad una estremità permettono di legare il paracadute al modello. Queste funicelle si fissano generalmente facendole passare in un forellino praticato in un vertice del paracadute, protetto da un dischetto autoadesivo, e legandole. La resistenza è sufficiente per situazioni normali ma non in caso di strappi forti.
Nelle scatole di montaggio vengono forniti i paracadute già pronti, e naturalmente sono venduti anche come parti sciolte.
Realizzarli da sé è facile, si possono
ricavare da sacchetti e fogli di plastiche varie. Un materiale molto in
voga - sopprattutto tra chi fa gare - è il mylar metallizzato. Questo
materiale si trova sotto forma di coperte termiche per soccorso nei
negozi di autoricambi, ed una sua variante sottilissima viene
utilizzata per la fabbricazione dei condensatori. Il vantaggio di
questo materiale è la sua estrema leggerezza, la capacità di riflettere
i raggi del sole e quindi essere molto visibile, ed una ottima
robustezza superficiale. Il maggiore svantaggio è che un piccolo taglio
in un punto qualsiasi dà origine ad uno strappo lungo tutta al
superficie che porta alla distruzione del paracadute (e quindi alla
caduta del modello).
Se invece si desidera calcolare con maggiore precisione il diametro del paracadute si può utilizzare una formula semplificata che è adatta per questi semplici paracadute piatti: D= RADQ (P)*100 D=diametro paracadute [cm] Può essere utile ottenere il diametro in pollici dato che i produttori di paracadute indicano il diametro con questa unità di misura: D= RADQ (P)*39,6 Esempio: calcolare un paracadute per un modello che pesa 250 gr (0,25 Kg) D=RADQ(0,25)*100=0,5*100=50 cm oppure D=RADQ(0,25)*39,6=0,5*39,6=19,8" (pollici) Fissaggio del paracadute all'ogiva - I paracadute dei piccoli modelli si fissano quasi sempre all'ogiva o in prossimità di essa. L'ogiva possiede un punto di aggancio incorporato oppure un anello a vite avvitato sulla base (vedi Ogiva). Uno dei metodi di fissaggio più utilizzati è un semplice nodo che però non permette al paracadute di ruotare.
Durante la discesa tutti i paracadute hanno la tendenza a ruotare su se stessi e se non sono liberi di farlo le funicelle si attorcigliano impedendo al paracadute di gonfiarsi completamente. Per ovviare a questo inconveniente si utilizzano piccoli moschettoni girevoli ("girelle" da pesca)
Shock cord (fune di vincolo)
- in questi modelli di piccole dimensioni la shock cord è generalmente
un elastico rivestito in materiale tessile, lo stesso che si usa nella
biancheria. Le dimensioni utilizzate sono 3mm per modelli fino a circa
80 gr, e 6mm per modelli superiori.
Ultimamamente ha trovato una larga diffusione il cordino in kevlar, un materiale estremamente tenace che ha il vantaggio di essere ignifugo. Una soluzione intelligente è stata adottata da un produttore di kit (Quest) che abbina uno spezzone di kevlar - nella parte interna al modello - ad un elastico per il resto della shock cord. Con questo espediente si ottiene che la shock cord non sia rovinata dalla carica di espulsione del motore, e allo stesso tempo mantenga una certa elasticità.
Lunghezza della shock cord
- Indipendentemente dal materiale, quello che conta di più è la
lunghezza della shock cord. Un produttore di kit (Estes) tende ad
includere shock cord troppo corte nei suoi kits. Andrebbero tutte
sostituite con un elastico di lunghezza pari almeno al doppio della
lunghezza totale del modello.
Fissaggio della shock cord - Il sistema più utilizzato è quello elaborato da Estes molti anni fa. La shock cord si incolla su una striscia di carta che viene piegata in tre ed incollata all'interno del corpo del modello.
Bisogna avere cura di incollarla ad una profondità giusta (l'ogiva deve potersi inserire a fondo) e senza formare gradini o altri impedimenti all'espulsione del paracadute. E' un sistema efficace e duraturo. Un sistema ancora più efficace è quello elaborato da Quest che consiste in un cordino di kevlar annodato ed incollato attorno al tubo motore al quale si lega la shock cord elastica. Questo sistema ha una vita media di gran lunga superiore a quella del modello stesso.
Piegatura paracadute
La piegatura a Z permette al paracadute di aprirsi da sè non appena è libero. |
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